Natale 2010L’attesa delle nuove uscite dei romanzi dovrebbe essere agli sgoccioli ormai ma il condizionale è d’obbligo… Quindi nel frattempo vi propongo un ultimo piccolo brano tratto da L’isola del destino con l’augurio di potervi comunicare qualche novità nei prossimi aggiornamenti…

Buone feste a tutti! :-D

Estratto da “L’isola del destino”
Finita la ressa dei saluti, infatti, Diego le si avvicinò con cautela mentre si trovava al buffet degli antipasti.
- Se dovessi disegnare un fumetto con questa scena, tu avresti una nuvoletta con una serie di imprecazioni impronunciabili, – esordì per rompere il ghiaccio.
Lei represse un sorriso, però gli fu grata per la piega ironica con cui stava impostando la conversazione.
- Non ci vuole molta fantasia. Questa serata è all’insegna del fuori programma e non mi piace.
- Davvero? Gli imprevisti servono a non annoiarsi.
- Purché siano imprevisti e non frottole previste e predisposte a tavolino.
- Frottole? Tu parli di frottole? E il tuo cavaliere? Chi doveva essere? Ah sì, Giancarlo! Fabio è stato bocciato alla scuola di ballo? O preferisce le bionde? Mi sembra di intravederlo in dolce compagnia.
Sara non raccolse quella provocazione e preferì non voltarsi per controllare la bionda di Fabio. Non le conveniva dilungarsi su quell’argomento perciò abbassò il tono della polemica e lo stuzzicò su un altro campo.
- Carino il tuo sms per Natale. Una frase commovente quella ispirata al 6 gennaio. Da vero poeta!
- Facciamo orecchie da mercante, eh? L’sms? Sì, era carino quasi quanto il tuo…pieno di contenuti.
 - Non ti ho risposto per non disturbarti. So che a Natale tutti i Babbi sono in giro a distribuire regali.
Il Babbo in questione incassò con stile l’evidente accusa di essere uno stupido.
- Già! Purtroppo ho fallito la mia missione con te. Non ho trovato una scopa all’altezza di una fata.
In cuor suo, Sara doveva ammettere che considerava stimolante quello scambio di battute alla pari e quell’atmosfera indefinita tra la burla, il cinismo e una sorta di attrazione latente. Beh, l’attrazione non era tanto latente, anzi era una tensione che si poteva quasi toccare con mano, si percepiva sulla pelle e cresceva di più quando si accorciavano le distanze.


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